Quale che riflessione a margine sui costi dell’energia
Aziende pubbliche per l’erogazione dei servizi dell’energia che fatturano bollette elevate sono giustificate? Dove vanno a finire le tasse in bolletta? Per quale qualità e servizi dello Stato? Le aziende private per la fornitura di energia riescono a fare a volte prezzi più bassi perché quelle tasse non le chiedono? E’ sbagliato rivolgersi al privato, e quindi al mercato, alla libera concorrenza, se il servizio erogato è uguale ed i costi minori? Non servendosi delle aziende pubbliche si induce la privatizzazione, e forse ciò facendo non si indebolisce lo Stato?
Le tasse lo Stato le prende da molteplici fonti, i redditi soprattutto, i monopoli statali. Ma lo stato ha il diritto di sovra-fatturare, o farsi pagare l’energia a prezzi decisamente alti, troppo alti, per i cittadini e per sevizi che possono essere classificati primari? Non è anche questo abuso? Cioè che siano pubbliche o che siano private le aziende dovrebbero fare prezzi legittimi, il che significa, accessibili, pagabili, non troppo onerosi per i cittadini, e non dovrebbe esservi diseguaglianza tra i prezzi statali e quelli di mercato. I prezzi dovrebbero in altre parole essere giusti.
Rivolgersi esclusivamente a imprese del libero mercato cosa implica? Che ci saranno solo imprese private che si faranno concorrenza le une con le altre fino a rendere sempre più precario il lavoro ed il costo del lavoro e quindi la vita dei lavoratori. Altrimenti come fanno le imprese ad essere più competitive delle altre? Per fare profitti, dovranno risparmiare sul costo del lavoro dei lavoratori, tenderanno quindi all'automazione, come sembra sia già il caso per alcune aziende che minacciano i lavoratori con forza contrattuale maggiore, così da risparmiare sul costo del lavoro. Ai cittadini verrà dato invece che il lavoro il ‘reddito di cittadinanza’ per non fare nulla, cioè rischieranno di venire trasformati da lavoratori in mantenuti dello Stato, (dopo che le aziende li hanno già trasformati da cittadini in consumatori), il quale potrebbe, andando contro ogni regola ed i principi dello Stato stesso, a quel punto diminuire o sopprimere tale reddito di cittadinanza a suo piacimento, poiché tanto lavoro in alternativa non ce n’è, e di quel reddito farsi rimborsare un tot magari in tasse. Se il cittadino non ha più lavoro come potrà opporsi allo Stato?
I prezzi per l’erogazione dei servizi dovrebbero essere più o meno equivalenti tra pubblico e privato. Il privato preleva tasse aggiuntive al costo di fornitura? In teoria non potrebbe. Il privato per offrire servizi a costi minori sembra più efficiente, meno costoso, ma quali sono le implicazioni della libera concorrenza, della ricerca esclusiva del profitto, sui lavoratori? I prezzi dovrebbero essere giusti ed equi sia che a gestire i servizi siano aziende private che le aziende pubbliche. I privati rischiano di diventare monopoli, unici gestori del servizio e quindi di deciderne poi privatamente e non collettivamente, come si fa in democrazia, o per qualunque bene pubblico, di come e a che prezzi erogare il servizio. Il servizio può anche essere a sua volta monopolio di Stato, ma le decisioni sul suo uso fanno parte della comunità e pertanto vengono prese collettivamente, riguardano tutti, e devono essere difatti pensate a beneficio di tutti.
I beni pubblici sono di tutti e difatti sono i beni di cui, come è noto, si occupa lo Stato. In quanto pubblici devono restare pubblici. Possono essere affidati ciononostante a imprese private per la loro gestione. Tuttavia la loro gestione deve restare trasparente al pubblico, nonché nell'interesse del pubblico e non abusiva. Ossia il suo uso deve essere esercitato correttamente e non abusivamente allo scopo di fare profitti, ma nel senso e nella direzione dell’erogazione equa, giusta e fatta bene per il servizio al cittadino.