Overblog Tous les blogs Top blogs Mode, Art & Design Tous les blogs Mode, Art & Design
Editer l'article Suivre ce blog Administration + Créer mon blog
MENU
Le blog de el-theus

Il fondamento dell'obbligazione giuridica e la filosofia medievale.

7 Mai 2022, 13:34pm

Publié par el-theus

Perchè è importante che il diritto naturale sia primario rispetto al diritto positivo? E perchè il diritto, nella sua funzione di garante della giustizia e della verità, deve rispettare la corrispondenza con i fatti, di contro alla tesi sostenuta da Kelsen per cui ' dai fatti, dall'essere, non si può ricavare il 'dover essere'. E' importante capire che il diritto deve farlo perchè altrimenti verrebbe a mancare alla sua funzione determinante e fondante di garante del vero e del giusto, ed al suo ancoramento, radicamento nel reale, e diventerebbe appunto una valvola sciolta nelle mani dei potenti, una banderuola al vento, senza né capo né coda, finendo con ciò per permettere l'arbitrio ed il diritto del più forte e non più svolgere la garanzia del diritto, del giusto, de vero, e del reale.

Il diritto è una cosa seria, non è l'arbitrio di una maggioranza, né tanto-meno lo strumento di comando, lo strumento di governo, di un'élite privilegiata, di un'aristocrazia oligarchica, che impone ad arbitrio, in funzione di personali specifici interessi, il suo 'ordinamento', imponendo la sua volontà. L''ordine pubblico', l'ordinamento giuridico' che governa il 'vivere civile' su cui sono strutturati gli 'stati territoriali' definito usualmente 'ordine costituzionale', e che comporta a sua volta una 'giustizia' costituzionale, fa parte di quell'apparato statale di stampo massonico dello 'Stato moderno', che è stato inaugurato con la modernità, Hobbes, Rousseau, e il contrattualismo.

 

La nascita della modernità, dello Stato Moderno, ha provocato anche l'accentramento del potere e l'accentramento nelle mani del Potere del monopolio della produzione del diritto, la produzione legislativa. Difatti la volontà da parte dei 'teorici dello Stato', Hans Kelsen in primis, di ridurre tutto il diritto esclusivamente al solo diritto positivo, dice tutta la strategia di conquista di uno strumento di potere e di governo fondamentale per assicurarsi il dominio ed il comando sui popoli e sul mondo. Ma La dimensione del diritto è ben più ampia e grande rispetto al fazzoletto ritagliato dal diritto positivo che esprime un 'volontarismo' per definizione e nella maggioranza dei casi, più che riflettere il riconoscimento, e rispecchiare il riconoscimento, delle leggi di natura di cui deve e dovrebbe semplicemente prendere atto.

Sono due i versanti del diritto. E L'uno non può essere esclusivo dell'altro. Oltre al fatto che il diritto della piramide delle norme di Kelsen deve trovare il suo radicamento nel reale, nei fatti, nell'essere, e non prescindere da esso. Per questo il 'Nomos della Terra' Di Carl Schmitt è molto più valido come discorso giuridico. In quanto non solo ha a cuore il 'Nomos della Terra' di per sé ma proprio perchè ancora il diritto al reale, all'essere, e non lo riduce ad un formalismo astratto. A puro formalismo, che diventa vuoto 'parlamentarismo'.

 

La teoria della 'verità come corrispondenza' enunciata da San Tommaso d'Aquino, della nostra filosofia medievale, non è acqua fresca da buttare via. Sebbene oggi si voglia fare della filosofia occidentale europea nostrana, medievale, cosa vecchia, superata anch'essa dalla tecnologia. Non c'è niente di più falso. E' proprio perchè la tecnica riduce gli esseri umani all'incapacità di pensare, o vizia il loro pensiero al puro calcolo, nonché riduce l'uomo al materialismo, al management del corpo, dei corpi, come numeri, atomi, singoli, singolarità, in cui gli esseri umani non hanno più 'anima', considerata 'fake news', e dove le dimensioni del pensare si riducono al calcolare, e non più all'immaginare, al sentire, esperire, poetare, amare, alle facoltà della ragione, e non è più anche alle altre facoltà dell'intelletto, facoltà dell'immaginazione, facoltà mistiche dell'essere umano, cancellate del tutto, ridotto dal pensiero scientifico, o meglio dal 'scientismo', che si trasforma a sua volta in 'scientocrazia', ossia nell'uso della 'scienza per governare', in 'management tecnico', amministrazione tecno-sciento-cratica di masse di popolazioni, ridotte al più bieco materialismo dei loro corpi, schedati in codici a barre, bio-potere sui corpi, attraverso il controllo bio-metrico (vedi libri di Foucault, e Agamben), esattamente quel razionalismo amministrativo che ha caratterizzato la mentalità nazista, usato nei campi di concentramento (vedere i libri di Johann Chapoutot).

Fronte a questo silenziamento dell'umano, del pensiero umano che non sia il calcolante, fronte a questa riduzione materialistica dell'uomo, è bene ritornare sui passi delle nostre filosofie, medievale e non non semite, ma nostrane, per riascoltare la complessità di una visione dell'umano e del vivente e del reale che si è andata perdendo.

Copertina del libro Controllare e distruggere di Johann Chapoutot

La legge del sangue. Pensare e agire da nazisti - Johann Chapoutot - copertina

 

A seguire.

Commenter cet article