Etica e morale in diritto. La normatività ontologica del diritto.
Perchè il diritto è normativo? Il diritto è normativo perchè 'l'imperatività di esso promana da tutto l'Essere. L'Essere è carica ontologica che si converte in ragione di agire per l'uomo'. 'L'imperatività deriva dall'Essere e costituisce il presupposto della legge della pratica, praxis, ossia la legge morale. Il punto decisivo e sostanziale è la conversione dell'Essere col dovere, punto che è centrale nella metafisica classica come dimostrano i trasparenti testi tomistici (per metafisica classica ' intendiamo 'il pensiero-aristotelico-tomistico: quell'aristotelismo vertice logico della speculazione classica e della speculazione cristiana, che si integrano dialetticamente per la soluzione integrale, ellenico-cristiana, del problema del mondo e della vita.'
In poche parole il legame stringente tra essere e dover essere è scritto nella natura stessa. Per questo il diritto naturale, che il diritto positivo dovrebbe riflettere, è il diritto VERO. Di contro al diritto positivo semplicemente posto ad arbitrio di maggioranze o elites non qualificate, elette, rappresentative di alcunchè al di fuori dei propri interessi privati e specialistici. Tendenzialmente di controllo e monopolio.
Il diritto naturale, ossia il diritto dettato dall'essere stesso e non dall'uomo, è il diritto vero. L'unico vero diritto che regge il mondo. Ora è dalla considerazione di Kelsen che 'dai fatti, cioè dall'essere, non si ricava il dover essere, non si può ricavare il dover essere, ossia l'obbligatorietà del diritto' che si deve ripartire. In quanto è proprio da questa operazione di separazione del diritto dall'essere, dal reale, che vengono ad installarsi tutti i problemi conseguenti della fallacia e di conseguenza inutilità del diritto legislativo parlamentare.
Di contro è riprendendo l'unione naturale e strettissima tra l'essere ed il dover essere che si piò sperare di recuperare l'unità del mondo ed il valore del diritto.
Difatti come riporto nella citazione di sopra è dall'Essere che promana l'ontologicità del diritto. E' l'Essere che informa il dover essere, e dice cosa 'debba essere', ci dice quale deve essere 'il dover essere'. L'Obbligatorietà necessaria delle cose. Rebus sic stantibus. In un filo di continuità delle forme, e del vivente dai tempi della Creazione.
Il primordiale diritto, 'Il diritto muto', studiato dal Prof. Rodolfo Sacco dice appunto le origini mute del diritto, che prima di farsi parola esiste nell'Essere. E' all'umano di scoprirlo, ritrovarne le tracce e leggi e la capacità di articolarlo, verbalizzarlo. Il diritto muto del vivente, delle piante, degli animali, di tutto l'Essere muto che non parla e comunica con le parole del linguaggio umano. Questo diritto muto che i romani conoscevano già molto bene, distinguendo il diritto in fas, ius e lex, in tre distinte dimensioni di verbalità e sacralità, è lo strato più profondo del diritto. Che la positività esclusiva del diritto ufficiale oramai nega, o non considera più, ritenendo legale, ufficiale solo il diritto posto, comandato dall'autorità di turno, l'autorità umana, variabile nella storia, nelle epoche, negli interessi.
Per trovare un'invariabilità più profonda, bisogna giungere agli invarianti naturali, e al punto di unione tra fisica e metafisica che è esattamente l'incontro tra essere e dover essere, che si realizza nell'esercizio dell'attività, azione giusta, da parte degli esseri umani, dell'uomo. Nel riconoscimento teoretico di ciò che è giusto, e successiva applicazione di esso nella pratica.
Riconoscere ciò che è naturale e ciò che è contro natura o danneggia la natura.
A seguire.