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Le blog de el-theus

Pentecoste nella Cristianità

22 Mai 2021, 13:57pm

Publié par el-theus

La Pentecoste nella cristianità[modifica | modifica wikitesto]

 
Pentecoste: miniatura da Les Très Riches Heures du duc de Berry, 1412-1416.
 
Miracolo di Pentecoste, Fidelis Schabet, 1867.

All'interno del gruppo dei discepoli di Gesù Cristo la Pentecoste perde il significato ebraico per designare invece la discesa dello Spirito Santo, che viene come la nuova legge donata da Dio ai suoi fedeli e segna la nascita della Chiesa cominciando dalla comunità di Gerusalemme, o "comunità gerosolimitana" (At 2,42-48).

Secondo quanto narrato in Atti 2,1-11, il giorno della festa di Pentecoste, mentre i discepoli di Gesù si trovavano tutti nello stesso luogo, sentirono un forte rumore e un vento impetuoso riempì la casa dove stavano, quindi videro qualcosa di simile a lingue di fuoco che si separavano e si posavano su ciascuno di loro; tutti i presenti furono ripieni di Spirito Santo e si misero a parlare in altre lingue (glossolalia).

In seguito, lo Spirito Santo è donato anche agli stranieri non circoncisi che nella dimora del centurione Cornelio ascoltano il Verbo, prima di essere battezzati nel Suo nome.Non è specificato se ciò valga anche per le donne. (Atti 10). All'arrivo alla casa di Cornelio, Pietro rifiuta la Proskýnesis (Àlzati, anch'io sono un uomo), che è un atto riservato a Dio (v. Tentazioni di Gesù) che è unico, e negato anche all'onore dei suoi angeli (in Apocalisse 19:9-10).
In At10,36 si è in presenza di uno dei pochi passi biblici dove è affermato esplicitamente che Gesù Cristo è Dio, e il Signore di tutti (πάντων Κύριος: Kyrios è il più frequente nome di Dio nei libri di lingua greca).

Nel discorso pronunciato nella casa di Cornelio, Pietro afferma che Gesù Cristo è il mediatore della pace e del perdono (10:36, 43), rivelati già durante la sua missione terrena. Solamente dopo che Dio lo risuscitò il terzo giorno, si rivela anche giudice naturale e universale (giudice precostituito da Dio, e giudice di tutti i vivi e morti), per tramite dei prescelti testimoni (μάρτυσιν, martysin). Come il giudizio del Signore, anche la mediazione di pace e perdono è per tutti,donne e uomini ugualmente figli di Israele perché credenti in Cristo (10:43), come attestano i profeti: unica comune discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa (Galati 3:29).
Mentre Pietro pronunciava tali parole, lo Spirito Santo discese [ἐπέπεσεν] su tutti quelli che ascoltavano la Parola, donandosi agli stranieri che incominciavano a parlare glorificando Dio, e agli Ebrei convertiti che riuscivano a comprendere le loro lingue: la manifestazione dello Spirito Santo è la comprensione e la glorificazione del Verbo.

Non ci sono prove certe della storicità dell'evento, ma diversi studiosi ritengono che alla base ci possa essere un fatto reale, come un'estasi mistica collettiva verificatasi tra i discepoli di Gesù riuniti a Gerusalemme per la festa ebraica di Pentecoste[5]. Sull'interpretazione dei dettagli gli studiosi si dividono: alcuni cercano di ricondurli a fenomeni naturalistici, come bufere di vento o fenomeni elettrici, altri pensano che si tratti esclusivamente di aspetti simbolici, mentre altri ancora, senza scartare a priori la possibilità di fenomeni soprannaturali, ritengono che si debbano interpretare essenzialmente in modo simbolico, mettendone in rilievo il significato teologico[6].

Analisi teologica[modifica | modifica wikitesto]

La discesa dello Spirito Santo non è citata né nelle lettere paoline, né nei vangeli più antichi, il Vangelo secondo Marco e il Vangelo secondo Matteo; è presente nel Vangelo secondo Luca (24,49) e nel Vangelo secondo Giovanni (14,16-17, 15,26 e 16,7), oltre che negli Atti degli Apostoli.

Alcuni aspetti della discesa dello Spirito Santo (il fragore e il fuoco) ricordano la teofania di Dio sul monte Sinai descritta nell'Esodo (19,16-18) mentre in alcune parti dell'Antico Testamento, come la Genesi (1,1-2) e il Primo libro dei Re (19,11-13), il vento impetuoso è simbolo della potenza di Dio.

La predicazione degli apostoli in altre lingue è invece un elemento nuovo e significa che il messaggio di Gesù non è destinato solo agli ebrei ma è universale[7]. Per Sant'Agostino si tratta di un evento prefigurativo, perché il prodigio continua a sussistere in quelli che partecipano alla Chiesa, che è diffusa in tutto il mondo, parla tutte le lingue, ma rimane unica[8].

Pentecoste giovannea[modifica | modifica wikitesto]

Nel vangelo di Giovanni è lo stesso Gesù risorto che trasmette lo Spirito Santo agli apostoli, alitando su di loro durante la sua apparizione nel cenacolo avvenuta la sera di Pasqua.[9] L'episodio viene chiamato Pentecoste giovannea, per distinguerlo dalla Pentecoste descritta negli Atti degli Apostoli e chiamata Pentecoste lucana. Secondo alcuni studiosi si tratta dello stesso evento, ambientato dai due evangelisti in due momenti diversi. Altri autori pensano invece che l'effusione dello Spirito Santo possa essere avvenuta in due momenti diversi: nell'episodio giovanneo ha riguardato il gruppo degli Undici, mentre nell'episodio lucano si è allargata a tutta la nascente comunità cristiana.[10]

La festa di Pentecoste[modifica | modifica wikitesto]

La celebrazione liturgica della Pentecoste sembra risalire al I secolo, benché non ci sia prova che venisse osservata, a differenza della Pasqua; il versetto di 1 Cor 16,8 probabilmente si riferisce alla festa ebraica.

La ricorrenza della Pentecoste è diventata un appuntamento fisso del calendario liturgico, è detta anche Festa dello Spirito Santo e conclude le festività del Tempo pasquale. La festa di Pentecoste cade di domenica ed è celebrata non solo dalla Chiesa cattolica, ma anche dalla Chiesa ortodossa e dalle chiese protestanti.

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