Pentecoste 2021 - Culto apostolico - Culto Mariano
Che Pentecoste sia nata nel periodo apostolico è dichiarato nel settimo frammento attribuito a Sant'Ireneo. In Tertulliano (De bapt. xix) la festa appare già ben definita. Il pellegrino gallico ci dà un resoconto dettagliato del modo solenne in cui veniva osservata a Gerusalemme (Peregrin. Silviæ, ed. Geyer, iv). Le Costituzioni Apostoliche (V, xx, 17) dicono che Pentecoste dura una settimana, ma in Occidente l'ottava si cominciò a celebrare in periodo più tardivo. In Berno di Reichenau (+ 1048) appare che era discusso ai suoi tempi se Pentecoste dovesse avere o no un'ottava.
In passato i catecumeni che non potevano essere battezzati a Pasqua venivano battezzati durante la vigilia di Pentecoste, e per questo le cerimonie del sabato vigilia di Pentecoste erano simili a quelli del Sabato santo.
La festa della Pentecoste - Domenica di Pentecoste, incluso il "Lunedì di Pentecoste", quale giornata festiva a tutti gli effetti civili - è festeggiata con particolare rilevanza nell'Europa occidentale: Germania, Austria, Spagna, Svizzera, Belgio, Francia, Paesi Bassi e Lussemburgo. In tutto l'Alto Adige, compreso il capoluogo Bolzano, anche il Lunedì di Pentecoste è ufficialmente giorno festivo. Nel Regno Unito è chiamata Whitsun, contrazione di White Sunday (domenica in bianco), a causa delle vesti bianche indossate da coloro che venivano battezzati durante la vigilia.
In passato durante l'intera settimana i tribunali non si riunivano e il lavoro servile era vietato. Il concilio di Costanza (1415) limitò tale proibizione ai primi tre giorni della settimana. Il riposo del martedì fu abolito nel 1771, e in molte zone di missione anche quello del lunedì, fino a essere abrogato per l'intera Chiesa cattolica da papa Pio X nel 1911.
Prima della riforma liturgica il grado liturgico del lunedì e del martedì della settimana di Pentecoste era doppio di prima classe. Il 3 marzo 2018 papa Francesco ha istituito la memoria obbligatoria di Maria Madre della Chiesa, da celebrarsi il lunedì dopo Pentecoste.[11]
Secondo il precetto di iperdulia, la venerazione dell'Immacolata Vergine Madre di Dio precede, per potere intercessorio presso Cristo e presso lo Spirito Santo, quello di san Giuseppe, degli Apostoli e degli altri Santi. Secondo la narrazione biblica, ella non ricevette lo Spirito Santo il giorno di Pentecoste come gli apostoli, essendo già ricolmata della sua divina presenza e dei Suoi doni dal tempo dell'Annunciazione dell'angelo (Luca 1:34: Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo).
Propriamente, Dio è Luce priva d'ombra (1 Giovanni 1:5): infatti, l'ombra di cui si parla deriva dalla distensione di qualcosa di divino, come le ali della colomba dello Spirito Santo vista scendere sugli apostoli. Le ali riparatrici sono indifferentemente del Signore o dello Spirito Santo, che san Tommaso d'Aquino invocò nell'Adoro te devote come "pio pellicano".
- Nell'enciclica Mystici Corporis Christi
Nell'enciclica Mystici Corporis Christi il dono dello Spirito Santo Dio fu attribuito alla preghiera intercessoria della Vergine Maria a Dio:
|
«Colei che quanto al corpo era la madre del nostro Capo, poté divenire, quanto allo spirito, madre di tutte le sue membra, con nuovo titolo di dolore e di gloria. Fu Ella, con le sue efficacissime preghiere ad impetrare che lo Spirito del divin Redentore, già elargito sulla Croce, venisse infuso nel giorno di Pentecoste con doni prodigiosi alla Chiesa, da poco nata. Ella finalmente, sopportando con animo forte e fiducioso i suoi immensi dolori, più che tutti i fedeli cristiani, da vera Regina dei martiri, «compì ciò che manca dei patimenti di Cristo... a pro del corpo di lui, che è la Chiesa" (Col. I, 24; e per il mistico Corpo di Cristo, nato dal Cuore aperto del nostro Salvatore (cfr. Off. SS. mi Cordis in hymno ad Vesp.), ebbe quella stessa materna sollecitudine e premurosa carità con la quale nella culla ristorò e nutrì del suo latte il bambinello Gesù.» |
| (Papa Pio XII, Enciclica Mystici Corporis Christi[12]) |
In Atti 2.13 lo Spirito Santo è visto discendere dall'alto come lingue di fuoco: quindi, si trasmette agli apostoli in un modo diverso da quello nel quale fu poi trasmesso dai Dodici nei riti di consacrazione diaconale, sacerdotale ed episcopale. Da tale modalità di trasmissione dello Spirito Santo, risulta che Maria non ne fu la causa seconda, secondo al Padre Dio e a Figlio Dio che soni gli unici a poter inviare il loro Spirito, che è Dio stesso. La Vergine Maria fu causa dispositiva della discesa dello Spirito Santo sui Dodici, quel tipo tipo di causa che rende possibile e facilita un determinato effetto, che in questo caso è la scelta di Dio Padre e di Dio Figlio di donare lo Spirito Santo agli apostoli. L'opera diretta della ss. Trinità è evidenziata dal fatto che i lembi di fuoco furono visti discendere dall'alto dei cieli, che lo Spirito Santo non fu conferito ai Dodici per effetto di un'imposizione di mani sul capo.
I presenti e il luogo esatto non specificati. L'unica menzione di Maria nell'intero Libro degli Atti sia in Atti 1:12-14 in merito alla "concorde" preghiera apostolica e con le altre donne.[13] In questo modo, la presenza di Maria Vergine nel giorno di Pentecoste non risulta né confermata né esclusa. mentre la preghiere di intercessione produce i suoi effetti in qualunque luogo idoneo e sacro essa sia pronunciata, l'imposizione delle mani avrebbe richiesto la presenza della madre di Dio, fatto che difficilmente il testo biblico non avrebbe esplicitato.
In secondo luogo, il Magistero dell'ex Sant'Uffizio proprio nel XX secolo vietò di associare la parola "sacerdotessa" alla Vergine Maria e tanto più di venerarla con tale titolo[senza fonte]. Se al contrario Maria avesse trasmesso lo Spirito Santo secondo il modo sacerdotale dell'imposizione delle mani, il titolo sacerdotale femminile non sarebbe stato vietato. Se fosse stata causa prima e non solamente dispositiva della nascita della Chiesa Apostolica, lo Spirito Santo avrebbe ispirato agli autori degli Atti un maggiore e più adeguato grado di esaltazione del suo ruolo apostolico di Maria.
L'analisi biblica è resa necessaria e opportuna dal fatto che un'affermazione di una portata non tanto distante da quella dei dogmi mariani che lo stesso Pio XII contribuì a definire, non sia suffragata dalla citazione di alcuna fonte patristica o tomista. Nella direzione opposta invece, muove poco più avanti l'insolito riferimento al "bambinello", che è l'ultimo discendente di re Davide, che altrove i documenti pontifici chiamano più rispettosamente col nome di infante Gesù, titolo proprio di principe e di un re come Lui. Pentecoste e genealogia di Gesù sono correlati, dato che alla discesa dello Spirito Santo Dio seguì il primo discorso di Pietro alla folla, che fu proprio riguardo al patriarca Davide.
La causalità dispositiva della Vergine Maria nella Solennità di Pentecoste non significa affatto che ella avesse un minore grado di grazia divina e di Spirito Santo Dio rispetto agli apostoli ai quali fu dato il potere di conferire lo Spirito Santo ai loro successori mediante l'imposizione delle mani. A questa facoltà che è prerogativa degli apostoli e della Chiesa Apostolica corrisponde il fatto che solamente Maria fu chiamata dall'angelo dell'Annunciazione come "colmata di grazia". La sovrabbondanza dei Suoi carismi in Maria, già prima del giorno di Pentecoste, resero possibile il fatto che l'intercessione di una creatura umana convincesse Dio a concedere ai Dodici una grazia equivalente al sacrificio di croce del Redentore, quale è la presenza reale di una delle tre divine persone nell'opera quotidiana dei consacrati della Chiesa di Cristo. La differenza fra la grazia interceduta da Maria Vergine presso Dio e la grazia sacramentale amministrata dai successori degli apostoli consiste nel fatto che i beneficiari della grazia di Maria Vergine, pur avendo i carismi e i doni dello Spirito Santo (guarigione, profezia, discernimento, esorcismo, ecc.) non hanno la facoltà di trasmetterli a terze persone mediante l'imposizione delle mani, nemmeno a coloro che per la loro virtù e i meriti di salvezza delle loro opere siano stati prescelti dalla loro madre e benefattrice come servitori di Dio Padre e della Sua creatura umana prediletta.