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Le radici esoteriche della scienza moderna
La cultura esoterica è collegata a una visione religiosa del mondo che sconfina nelle credenze e nei rituali di carattere magico tipici delle società premoderne. Quando si riteneva, cioè, che l'uomo vivesse in balìa del fato, soggetto all'azione arbitraria delle entità spiritiche, che si reputava agissero attraverso gli elementi naturali. Mediatori, o pontefici, tra uomini e divinità erano i cosiddetti sciamani, stregoni o negromanti, in grado di provocare l'azione benigna o malefica di tali spiriti...
Attraverso secoli e millenni, mediante pratiche magiche e rituali pagani, l'uomo ha sempre cercato di entrare in contatto con le Entità Superiori, il più delle volte associate al sole, il cui culto ha accomunato tutte le civiltà in ogni epoca. Il modello eliocentrico, prima ancora di costituire il noto sistema di ipotesi utilizzato da Copernico per spiegare la struttura del sistema solare, rappresenta in modo allegorico l'antichissimo "culto del sole".
Questa religione naturalistica, dalle sponde preistoriche, attraverso le civiltà mesopotamica, egizia e romana, dopo una lunga fase di oscuramento, tornò alla ribalta nel Rinascimento. In questo periodo, parallelamente alla rivoluzione eliocentrica, si determinò la nascita della cosiddetta scienza moderna, di cui fu ardente "apostolo" Galilei. Costui non evitò di porre sul frontespizio del suo "Dialogo sui due Massimi Sistemi del Mondo", un piccolo ma enigmatico marchio rappresentante tre delfini in cerchio. Tale emblema, nel quale sembra celarsi la fatidica cifra apocalittica, lascia supporre l'esistenza di un originario ed impalpabile nesso fra esoterismo e scienza moderna. E proprio la ricerca di tale occulto legame costituisce la ragione del presente saggio.
Giancarlo Infante, laureato in fisica, insegna nelle Scuole Secondarie. E' cultore di filosofia teorica presso l'Università degli Studi di Salerno, nonché redattore della rivista "Scienza e Sapienza". Tra le sue pubblicazioni, gli articoli: Il simbolismo della luce, Milano 1997; Galilei e il simbolismo magico, Brescia 2002; La prigione cosmologica, Udine 2002. Ed i saggi: Il mondo 'pesante' di Newton, Napoli 1994; Discorsi sulla relatività ristretta di Einstein, Salerno 1997; Implicazioni metafisiche nel concetto di materia, Salerno 1999.
Gli ambigui padri della scienza (Italiano) Copertina flessibile – 1 maggio 2009
di Giancarlo Infante (Autore)
Giancarlo Infante, laureato in fisica, insegna nelle Scuole Secondarie. E' cultore di filosofia teorica presso l'Università degli Studi di Salerno, nonché redattore della rivista "Scienza e Sapienza". Tra le sue pubblicazioni, gli articoli: Il simbolismo della luce, Milano 1997; Galilei e il simbolismo magico, Brescia 2002; La prigione cosmologica, Udine 2002. Ed i saggi: Il mondo 'pesante' di Newton, Napoli 1994; Discorsi sulla relatività ristretta di Einstein, Salerno 1997; Implicazioni metafisiche nel concetto di materia, Salerno 1999.
Galilei, Newton, Einstein, illustri promotori della scienza moderna, al di là della loro nota immagine celebrativa, possiedono in misura più o meno evidente un risvolto esoterico, che traspare da alcuni tratti della loro vita e delle loro opere. Essi infatti sono stati abilissimi nel trasformare in rigorosa formalizzazione scientifica una personale e precostituita filosofia del mondo, riconducibile al naturalismo pitagorico. Nel corso del tempo, anche grazie ad una formidabile e martellante azione di propaganda, messa in atto da un movimento ideologico avverso al Magistero ed all'etica cristiana, le loro visioni pitagoriche sono state riprese e rilanciate nell'ambito culturale e nelle coscienze individuali, al punto da divenire verità indubitabili, ed elementi sostanziali di un'immagine surrettizia del mondo. Per tale motivo, i fondamenti delle visioni di questi "maghi" della scienza si rapportano alla realtà, non senza contraddizione.
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