Brevissime considerazioni sullo Stato e il diritto.
Nuove considerazioni sullo Stato e sul diritto.

Lo Stato è una sovrastruttura che si sovrappone alle comunità che abitano il suo territorio. Lo si può definire una struttura di potere che sovrasta le comunità residenti sul territorio di cui ha il monopolio. Per questo stesso fatto lo Stato si pone come ente estraneo alle comunità. Cosa fa lo Stato? Lo Stato cerca di livellare ed uniformare sotto il concetto di ‘cittadino’ tutti gli individui e comunità presenti sul suo territorio, territorio di cui ha il monopolio amministrativo. Questo livellamento a ‘cittadino’ fa sì che le comunità si disgreghino in individui atomizzati ed astratti, e solo in quanto tali, ossia in quanto soggetti astratti di diritto, ‘cittadini’ dello Stato, essi beneficiano di uguali diritti. Li si decontestualizza ed astrae con ciò da tutte quelle che sono le loro relazioni concrete, famigliari, di situazioni e condizioni di vita.
Una volta scisso e reciso dalle sue comunità di appartenenza e di nascita, sangue ed etnia, l’individuo diventa astratto, atomo individuale astratto da ogni legame e condizionamento di corcostanza e di fatto, da uomo o donna in carne ed ossa, si trasforma, o meglio viene dallo potere e dagli interessi dello Stato trasformato in un puro nome, flatus vocis, secondo la definizione dei nominalisti. A quel punto diventa un ‘cittadino’ , un ‘citoyen’, o cives per lo Stato Romano.
E’ importante però sottolineare la radicale differenza tra lo Stato Romano e lo Stato Repubblicano francese, ossia quello concepito dai Giacobini della Rivoluzione francese. Argomento interessantissimo che ci riserviamo di trattare in un prossimo articolo.
Non è di poco conto infatti che i filosofi illuministi, les philosphes des Lumières, avessero dedicato allo studio della Repubblica Romana e degli antichi importanti saggi. A cominciare da Rousseau, il filosofo del Contratto Sociale, e le sue riflessioni sulla Repubblica Romana e degli antichi, nonché Montesqieu. Tutti i philosophes des Lumières, così come i fondatori degli Stati Uniti, hanno fatto capo a Roma ed agli antichi per pensare la 'nuova Repubblica', la democrazia, la forma dello Stato, i diritti. Così come anche fece Machiavelli.
Questa differenza tra lo Stato Romano e lo Stato che nasce dalla Rivoluzione francese andrebbe studiata proprio a partire dai testi e scritti dei philosophes e teorici degli Stati-Uniti d’America.
Una differenza di concezioni importante proprio perché lo Stato Romano era organizzato secondo differenze e non secondo il livellamento egualitario, dell’ideologia giacobina della ghigliottina livellatrice, ma secondo le strutturazioni differenziate
dei soggetti e delle classi, delle corporazioni e delle sezioni territoriali funzionali al reclutamento nell’esercito. Differenze che fanno sì che un modello di Stato, quello Romano, abbia ben poco a che vedere, con quello Repubblicano francese che in qualche modo lo ha voluto cancellare.

