In nome di chi? Astrattismo nominalistico.
Il Centro internazionale per l’ingegneria genetica e la biotecnologia (ICGEB), Gazzetta Ufficiale del 15 giugno 2022 n.138, LEGGE 19 maggio 2022, n. 66.
Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Centro internazionale per l’ingegneria genetica e la biotecnologia (ICGEB) sede Trieste.
Roma il 21 giugno 2021
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2022/06/15/138/sg/pdf.
L’Italia come l’Ucraina diventa sede di laboratori biotecnologici. Esponendo il paese, senza il consenso dei cittadini, a futuri imprevedibili rischi. Distrutta l’Ucraina, prossima sarà l’Italia.
Il primo problema che salta agli occhi è che questo accordo non l’hanno preso gli ‘Italiani’, ma il ‘Governo’, senza consultazione parlamentare, o referendum popolare.
Il problema che emerge è infatti proprio questo.
Non c’è più ‘sovranità popolare’, e ancor meno ‘sovranità trascendentale’ ‘Autorità divina’ per legiferare le leggi a cui devono sottoporsi i cittadini. La 'sovranità popolare' è sostituita da una classe arbitraria di ‘non eletti da nessuno’. O di ‘nominati’ dai ‘poteri forti’ ’banche’ ‘industrie’ ‘lobby’.
Chi decide per il popolo italiano? ‘La sovranità popolare’ non esiste. I rappresentanti del popolo in Parlamento sono divisi e comprati, non rappresentano gli 'interessi del popolo', ma al più ideologie, partiti, ma soprattutto gli interessi di lobby e poteri occulti. Non fanno mai gli interessi del ‘popolo’.
L’autorità divina, la ‘sovranità trascendentale di Dio’ non esiste più, è venuta a mancare dai tempi della Rivoluzione francese.
Chi governa? Una classe di ‘nominati’, ‘scelti da nessuno’, burocrati, tecnocrati, funzionari, esperti, selezionati da chi? Qualcuno che ha interesse ad un certo ‘governo’ dell’Italia. Affinché non vi sia nessuna ‘rappresentanza del popolo’ a parlare per gli Italiani, e affinché non siano proprio gli interessi del popolo quelli ad essere perseguiti. Gli interessi da tutelare e perseguire sono quelli bancari, industriali, di riconversione digitale pnrr dell’economia, in funzione di nuovi paradigmi economici decisi e stabiliti da enti globali quali WEF, Great Reset, lobby corporative e finanziare internazionali.
Ora i ‘non eletti da nessuno’ ‘gli intermediari affaristici’ al governo non consultano il ‘popolo’ attraverso il Parlamento. Il Parlamento ha cambiato funzione, non deve deliberare ma solo approvare, acconsentire. Nel ‘teatrino della politica’ rimastoci non esiste l’opposizione, vi è solo la ‘falsa opposizione’, in realtà tutti i parlamentari e partiti politici sono allineati con la ‘politica del governo’ decisa in gruppi di interesse occulti, affaristici, Bilderberg, WEF, et al.
Primo problema è quindi l’esautorizzazione della ‘sovranità popolare’, di cui si fa a meno e che non esiste più, se mai sia esistita. Importante è che ne resti l’apparenza, il ‘teatrino della politica’, l’illusione per far credere che si è in 'democrazia', far credere che vi è una partecipazione politica popolare, una presa di decisione collettiva e partecipata, collaborativa, cose del tutto inesistenti. L’importante è lo show, il ‘teatrino’ che con l’ausilio della Tv riesce benissimo.
Secondo problema sta nel linguaggio. Parlare a nome di. Di chi? A nome dell’Italia. Nominalismo linguistico che fa sì che si considera l’Italia’ come un personaggio, una persona, la ‘persona giuridica’ dell’Italia. Per cui a nome dell’Italia si concede la sede ad un laboratorio biotecnologico, a nome dell’Italia si va in guerra in Ucraina, a nome dell’Italia così via.
Oppure l’Europa vuole che… Nomi astratti, generali, personificazioni di enti.
Chi è l’Italia? Un'espressione geografica. Chi è l’Europa? Il Parlamento UE? I quattro gatti (705) comprati del Parlamento UE che hanno deciso per 450 milioni di persone. L'Europa vuole che… L’Italia va in guerra. L’Italia concede la sede al laboratorio biotecnologico. L’Italia chi? Il governicchio ‘non eletto’ al potere? Che dalla poltrona di casa è passato alla poltrona in Parlamento e con quel passaggio è diventato dittatore. Arbitrio assoluto..
Per Italia si intende la ‘Repubblica Italiana’ rappresentata dal Governo. Ma la 'Repubblica Italiana' sarebbe lo 'Stato Italiano' e la ‘cosa pubblica' di tutti. Ora coloro che rappresentano lo Stato, altro ente astratto sovra-determinato ai popoli, che fa i ‘suoi interessi’ e non quelli del ‘popolo’, è gestito in maniera arbitraria da un gruppetto di persone ‘non eletti’ che non fanno gli interessi né consultano il ‘popolo’, la plebaglia.
Questo linguaggio abusivo, astratto, per cui si parla a nome di, deriva principalmente dalla Francia. I politici francesi memori della 'Rivoluzione massonica' ed il culto della ‘République’, dove la ‘France et la République’ diventano sinonimo l’uno dell’altro e sembra che a nome di questi enti astratti inesistenti ci si debba piegare a qualunque cosa, in realtà agli interessi di alcuni, classe di oligarchi detentori e portatori degli interessi al cui servizio si pone la classe politica ‘dirigente’. ‘La France dans toute sa souveraineté nationale’ dice Macron ‘decide que…’ In realtà era 'le peuple souvrain'. Oppure ‘La Finlande dans la plénitude de sa souveraineté, avec un acte de pleine souveraineté decide d’entrer dans l’OTAN’.. etc..
L’Italia decide, l’Italia dispone, L’Italia obbliga…. L’Italia CHI? Nessuno si sente rappresentato dal ‘Governo’, né dai ‘politicanti parlamentari’, le loro posizioni sono le loro e non quelle del popolo, che parlino per loro, e non per gli altri, perché il popolo si dissocia.
Il popolo esautorato da ogni decisione, non governa. Non governa nemmeno l'Autorità divina. Ma gli ‘omuncoli portaborse’, i serventi del potere finanziario, i vili signorotti, gli pseudo-virologi, i falsi medici della falsa scienza decidono ‘per tutti ‘gli altri delle loro vite, attività economiche, corpi, figli, educazione, sanità, business...ogni cosa.
Lo 'Stato socialista' è sempre stato lo Stato ‘badante’, o lo ‘Stato disciplinare’ che deve regolare e controllare ogni singolo aspetto della vita umana singola ed individuale, non mai per gli interessi del singolo, ma sempre e solo per i ‘suoi’ interessi statali di esercizio e mantenimento del potere, di controllo e sorveglianza ‘ab aeterno ad infinitum’, che non sono necessariamente corrispondenti a quelli della collettività, della comunità, che generalizzando si dice ‘di tutti’, e che comunque sia non si vede perché gli interessi di gruppo, o di maggioranza, debbano prevalere od imporsi alle differenzialità o necessità singole, individuali.
Il nominalismo in politica è solo deleterio e fuorviante. Come diceva la Thatcher ‘la società non esiste’. Non esiste come concetto generale, ente astratto, ma esiste come molteplicità di individui particolari portatori ognuno di interessi. Se si schiacciano gli individui per gli enti astratti si finisce nel totalitarismo, nella dittatura. Si sacrificano le persone, le vite umani, gli individui, i beni reali, per le ideologie, degli enti astratti inesistenti, che fanno comodo solo come ‘instrumentum regni’.
Lo Stato di per sé non esiste. Si definisce con il termine Stato la struttura giuridica dell’amministrazione pubblica. L’Amministrazione pubblica esiste per servire i bisogni, le necessità dei cittadini e loro bisogni. Serve solo ed unicamente per facilitare l’operabilità di certi servizi necessari al vivere singolo e comune. L’amministrazione serve per amministrare le cose. Il territorio, alcuni servizi. Sono delle strutture al servizio dei cittadini, non il contrario. Non sono i cittadini a doversi piegare agli interessi dell’amministrazione ‘digitale’ delle loro esistenze, per gli interessi del controllo digitale e della sorveglianza digitale dello Stato, Leviatano al di sopra dei cittadini.
Non sono i cittadini che si devono piegare al servizio dell’ente astratto ‘Stato, bensì lo Stato non esiste, esistono degli uffici, delle strutture, un’amministrazione che deve servire i cittadini, i residenti dei luoghi, a svolgere le loro funzioni, le loro pratiche quotidiane, a sbrigare il loro affari.
Lo stesso vale per la 'difesa'. Considerare che ‘lo Stato’ debba essere difeso e non i cittadini è scivolare da un abuso linguistico all’abuso tirannico della dittatura. Si sposta il baricentro dell’attenzione. Si dice la ‘sicurezza nazionale’. La ‘difesa nazionale’. Ma si intende la 'difesa dello Stato' e dei 'suoi rappresentanti' o tutt'al più territorio e monumenti, ma non cittadini. Le ‘forze dell’ordine’ non servono i ‘cittadini’ ma lo ‘Stato’. Sono le ‘milizie dello Stato’ non del ‘popolo’, non dei cittadini. Difatti le 'forze dell’ordine' giurano di servire lo Stato non i cittadini, senza forse sapere che lo Stato siamo noi, i cittadini. Come le SS naziste di un tempo le 'forze dell'ordine' sono sempre tendenzialmente opposte, dall'altra parte della barricata, contro i cittadini. Servono i comandi del Potere e non delle persone, della gente, del popolo e popolino, del bene e del giusto. Servono 'La legge’ ossia 'l’arbitrio del sovrano’ che non è più quello teorizzato dalla Rivoluzione francese, che era già una decapitazione della reale Sovranità, eletto dal popolo, 'le peuple souvrain' se proprio deve esserci un 'sovrano ed una sovranità' 'un'autorità'. Il Sovrano non rappresenta più il popolo, è portatore di interessi di una minoranza, minoranza di cui il popolo non fa parte, rappresenta una ristretta cerchia di oligarchi, magnati della finanza o delle grandi Corporations. Praticamente ‘Stato e polizia, forze dell’ordine’ sono diventati le milizie al servizio dei poteri oligarchi, della finanza, dei poteri forti, al di sopra e alle spalle della gente.
La ‘sicurezza nazionale’ ‘difesa nazionale’ se tale fosse comincerebbe dalle frontiere, invece che dalla politica di ‘frontiere aperte’ a portatori di interessi ‘non-nazionali’. La 'politica frontiere aperte' non è quindi nazionale, né di difesa, ma politica di interessi globali, del capitale finanziario, o del disfattismo sociale. Interessi quindi non nazionali, ma globali, del ‘globalismo’, Vaticano, gesuiti, finanza internazionale, WEF...enti sovranazionali.
Si parla 'a nome di enti astratti', si è persa la ‘sovranità popolare’, vige il ‘politicamente corretto’ ossia non si può parlare di nulla, censura del pensiero e della parola, si impone a scuola e sistema educativo nazionale, mediatico e sociale, il dogmatismo del pensiero unico globale, l'anti-specismo, l'anti-biologismo e l'anti-realismo, si impone dogmaticamente il transessualismo, trans-genderismo, trans-umanesimo, nuove religioni, culto, ideologia totalitaria della tecnocrazia dell’era tecnocratica in cui ci si sta addentrando come nuova ed ultima fase del ‘Capitalismo Trionfante’, che poi è finito per diventare tutt’uno con il ‘Comunismo Trionfante’. Dove la distinzione spaziale tra dentro e fuori, pubblico e privato, non sussiste più, dove gli spazi pubblici e privati, dentro e fuori, sono stati fusi, attraverso le telecamere e sorveglianza tecnologica generalizzata, fino a diventare indistinguibili per i sudditi comuni mortali, ma forse ancora preservati per i ‘padroni universali’.
E poiché la libertà e quindi anche la democrazia può sopravvivere solo se viene preservata la sfera privata, lo spazio privato, dall’ingerenza pubblica, dallo sguardo pubblico, Statale o collettivo che sia, ecco che ‘Lo spazio della trasparenza totale’ e delle realtà virtuali, digitali, tecnologiche in cui resta traccia di tutto, azzerano ed annullano la libertà e quindi anche la democrazia, annullata dalla sorveglianza totale, dal controllo totale.
La Repubblica, la ‘res publica’, la cosa pubblica. Quale cosa pubblica? Quale ‘spazio pubblico’? Di chi? La ‘cosa pubblica’ non è più gestita dai cittadini, e non è più publica, dei cittadini, ma è diventata privata, di qualcuno che non sono più i cittadini. Lo Spazio pubblico, dei cittadini, è diventato non libero, ma controllato dallo Stato, di proprietà e disposizione libera, arbitraria a scelta dei ‘serventi del Potere’. Lo Stato non è più 'un mezzo al servizio dei cittadini' per lo sbrigare delle loro faccende, ma è diventato l’apparato burocratico, la struttura, la macchina al servizio del controllo e del dominio sui cittadini dei ‘padroni universali’. Occupato e gestito dai loro ‘omuncoli’.
Affinché qualcosa cambi si dovrebbe tornare alla gestione diretta e locale dei territori. Affinché la partecipazione politica sia partecipata e diretta in piazza, per consultazione, dibattito, alzata di mano. Comitati cittadini locali territoriali che decidono ognuno delle loro faccende e bisogni, con l'uso di 'rappresentanti' solo una volta fatte le deliberazioni e le scelte, prese di decisioni, e solo eventualmente per fare i porta-parola delle decisioni prese ad altri gruppi di interessi, comunità, collettività. Solo per il tempo di quella specifica comunicazione. Restando cittadini come gli altri e rientrando nelle loro vesti di cittadini e non più portavoce, come prima. Nessuno ha bisogno di politici, né di una classe politica, né di partiti, né di ideologie, né della 'politica come mestiere'. La politica è solo l’arte delle finalità, teleologica, arte di deliberare, governare delle situazioni e prendere delle decisioni. Non più come ‘uomo solo al comando’, ‘uomo leader’ ‘uomo carismatico’ ‘ capo di Stato’ ‘capo di governo’, tutti retaggi e figure patriarcali oppressive, distruttive, a cui il servilismo e l’ossequio al potere, e l'omosessualismo tipicamente italiano, si piegano reverenzialmente.
Gli esseri umani non hanno bisogno di 'essere governati', ma di imparare ad auto-governarsi. Self-government. Non si ha bisogno di figure patriarcali dell’Uomo forte o carismatico al comando, né di ideologie al Comando, tutti fenomeni di ‘uomini supini’, ma di prendere decisioni in funzione di problemi pratici, concreti, semplici, territoriali, concreti e localizzati. Piove, non piove, si concima, non si concima. Come? Quando? Con i concimi prodotti da chi? Quali aziende? Ed ecco che inevitabilmente a questo punto subentreranno di nuovo le lotte di potere, di fazione, di interesse. Ci saranno di nuovo i signorotti di paese, quartiere, di campagna, di azienda, di merenda, di banche, che vorranno diventare i signorotti di paese, per fare i capi mafiosi, i tirannelli di paese. Ecco che rispunteranno le ideologie delle cooperative socialiste, che se in teoria sono giuste, nella pratica sono divenute dei covi della peggior corruzione di sinistra, e quindi l’ideologia della sinistra ed il suo malato disfattismo di ogni valore e civiltà in nome del ‘progressismo’ e quindi porte aperte alla pedofilia, trans-gendersimo, transessualismo e tutti i più biechi commerci del corpo e della vita umana.
Purtroppo sono sempre le persone che bisogna educare a certi valori, e sono sempre questi valori che i disfattisti di sinistra con i loro vizi, perversioni, prepotenze, sfacelo mentale, ‘progressismo’, schwa, et al… cercheranno di andare a corrompere e distruggere.
Quale dunque il rimedio al male? Da studiare.