Idee di riforma dell'assetto politico - Spunti da Maurice Bardèche: Il Diritto Nuovo nello Stato Autoritario
Proposte di riforma dell’assetto politico.
E’ divenuto evidente che lo stato attuale dello Stato italiano né nella sua ‘organizzazione politica’ né nello svolgimento delle sue ‘procedure politiche’ risponde più ai bisogni dei cittadini. Negli ultimi tempi, La violazione dei diritti, delle libertà e delle volontà dei cittadini da parte dei politici in carica dietro il paravento ‘dell’autorità’, ha mostrato tutto l’abuso di cui l’arbitrio di potere è capace. L’esautorazione dei cittadini dalla partecipazione politica, ‘partecipazione democratica’ ai processi decisionali, è oramai cosa compiuta. Si parla di democrazia, ma di democratico e di democrazia negli attuali sistemi di governo non vi è più nulla. Questa esautorazione del ‘popolo’ dei cittadini dalla politica oramai toglie ogni significato all’idea di Stato in sé, di partecipazione politica dei cittadini agli affari di Stato, ossia alla politica in quanto tale, come ambito civile che riguarda tutti poiché vi sono coinvolte le cose di tutti, il vivere e con-vivere comune di tutti, la res-pubblica, la comunità, di tutti.
E’ quindi diventato necessario riassettare le cose della ‘vita pubblica’ affinché la volontà, le libertà, ed il benessere dei cittadini vengano nuovamente rispettati.
Il punto del problema non riguarda più soltanto la questione di una ‘rappresentanza politica’ inadeguata, ma l’impressione è che vi sia in corso una distruzione che va ben oltre essa.
Non è solo il fatto che la ‘rappresentanza politica’ non riflette più adeguatamente le volontà e le aspettative politiche dei cittadini, che i politici sarebbero invece tenuti a rappresentare, od il semplice fatto banale che la politica è diventata un teatrino che in combinazione con i mass media e le testate giornalistiche, serve più come teatrino di indottrinamento sociale dei cittadini a nuovi costumi e comportamenti di ‘ideologie’ prestabilite, ed a dogmi di pensiero unico decisi altrove e poco si sa da chi, ma del più grave fatto di un problema di portata ben maggiore quale il crollo dello Stato di diritto, l’abdicazione del diritto e della legalità come ‘modo di governo’.
Il diritto non pare più rispondere a nessuna esigenza di giustizia e di rispetto delle libertà, delle volontà, e dei diritti dei cittadini. E’ diventato strumento ad usum delfini, strumento in mano al regime per promuovere agende politiche non sono nell’interesse dei cittadini, della gente, delle persone, bensì nell’interesse strumentale del Potere, e dei Poteri forti , lobby dietro le quinte, agglomerati economici, per la repressione, controllo, violazione dei cittadini e loro libertà, in funzione dell’implementazione di coercizioni e restrizioni utili agli interessi degli agglomerati economici tecno-polistici.
Quando le cose stanno così è quindi necessario porre rimedio. Poiché né il diritto né la politica hanno più alcun senso. Le parole stesse ed i loro concetti hanno perso del loro significato, valore, legittimità ed autorità. E non si capisce perché si dovrebbero rispettare paraventi di cose che non corrispondono più a ciò che dovrebbero essere e sono diventati invece esclusivamente funzionali alla repressione, coercizione e violazione dei diritti e delle libertà delle persone, ossia hanno perso la loro ragione di essere e sono diventati paraventi di dritto e di politica, volti di tirannia, dittatura e ferocia, abuso del Potere.
Diritto e politica non rispondono più a i criteri per cui vennero posti in essere. Non rispondono più alla loro essenza. E non significano più nulla. Fantasie, balordi inganni, strumenti del Potere per l’abuso.
In queste brevi note lascio da parte il diritto (di cui tratterò più a lungo altrove) per concentrare l’attenzione solo a quale tipo di organizzazione politica sarebbe utile avere e mettere in piedi per cercare di porre rimedio agli abusi in atto da parte del Potere politico, che non ha alcuna legittimità ha farlo.
Coglo qui quindi le riflessioni scritte da Maurice Bardèche, in la rivista La Destra, aprile 1972.n.4, ‘Il diritto nuovo nello stato autoritario’.
“Sotto qualunque forma lo si immagini, in ogni caso, il controllo del potere da parte dei militanti è, contrariamente a ciò che si crede in generale, una funzione essenziale in ogni Stato autoritario. Bisognerebbe anche che il reclutamento dei militanti chiamati ad esercitare il controllo sia concepito in modo tale da assicurare un contatto continuo con tutte le categorie sociali e che sia atto a registrare le loro preoccupazioni. L’autorità logora troppo, essa da vita a troppo despotismo e a troppi abusi per delegarla indefinitamente e ciecamente’… “Un tale reclutamento dovrà essere il contrario stesso di quei sindacati d’interesse o di quei veicoli di propaganda che il partito comunista o, sotto nomi diversi (massoneria, resistenza, partito della fedeltà) le democrazie hanno ipocriticamente costituito per l’addottrinamento degli ingenui e la spartizione delle prebende. Esso può fondarsi soltanto sul disinteresse, il civismo, il desiderio di servire. E’ forse difficile realizzare una tale scelta, eseguire, è probabilmente il solo mezzo per assicurare un avvenire pulito e un’aria respirabile ai nostri paesi, facendoli sfuggire, insieme, all’abbrutimento e al saccheggio che organizzano le democrazie e alla servitù del comunismo totalitario.”
Ecco in breve sarebbe necessario costituire un corpo civile di cittadini onesti ed interessati a far rispettare i diritti civili e politici dei cittadini di contro al Potere politico, nelle sue espressioni legislative, affinché si possa riportare un equilibrio tra i poteri. Poiché il parlamento ed i rappresentanti politici in nessun modo riflettono e rispondono più alle esigenze dei cittadini, è necessario che i cittadini costituiscano un loro corpo civile, di onesti cives, che contestino tutti quei provvedimenti legislativi che non rientrano nei loro interessi o nel rispetto assoluto delle loro libertà. Non si può certo più contare sul lavoro di maggioranza, minoranza in Parlamento, sistema che da sempre è stato fallimentare e claudicante nel suo mancato rispetto della verità. Ci vuole un corpo di onesti cittadini che faccia rispettare le libertà al di là di qualunque regime, o partito politico in carica. La politica appartiene ai cittadini, non ai politici. Questo per cominciare.
La distribuzione sul territorio a livello regionale e nazionale sarebbe da articolare, ma l’importante è che si costituisca un corpo civile di cittadini non parlamentare che faccia da garante dei diritti e delle libertà.
Altre riforme nell’assetto politico da integrare. (prossimo)
Qui di sotto il testo di M. Bardèche.
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